1921

La Tumulazione

Il trasferimento
a Roma

storia

5.1.
VERSO IL VITTORIANO
5.1.
VERSO IL VITTORIANO

Tre anni dopo la fine della Grande Guerra, nel terzo anniversario della vittoria italiana, la mattina del 4 novembre, la bara lasciò la basilica di Santa Maria degli Angeli su un affusto di cannone accompagnata da un corteo.

Il carro era seguito da una delegazione di venti madri e venti vedove di caduti, funzionari dello Stato, delle Forze Armate e reduci. In tutta Roma e in tutti i comuni d’Italia le campane furono suonate a gloria per omaggiare collettivamente la processione del Milite Ignoto.
LA PROCESSIONE

Arrivato in piazza Venezia, il feretro fu condotto verso il Vittoriano circondato da bandiere e gonfaloni, alla presenza dell’intera famiglia reale, delle massime cariche civili e militari e delle delegazioni diplomatiche.

Civici musei di storia ed arte di Trieste
5.1.
IL SACELLO DELLA DEA ROMA

Esattamente sotto la scultura della Dea Roma, in linea con il monumento equestre di Vittorio Emanuele II, il sacello aperto attendeva il feretro per la tumulazione.

Onorato dalle truppe, dai reduci e dai mutilati e dalle 335 bandiere dei reggimenti, il sarcofago risalì la scala monumentale portato a spalla da 12 decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare. Rulli di tamburi e 21 salve di cannone risuonarono nella città. Il Re si avvicinò al feretro e sulla bandiera tricolore del Milite Ignoto appuntò la Medaglia d’Oro al Valor Militare, a riconoscere l’eroismo e i sacrifici di tutti i soldati caduti per difendere la patria.

MOTIVAZIONE MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE DEL MILITE IGNOTO
Italia 1921
Medaglia d’Oro al Valor Militare
Stati Uniti d'America 1922
Medal of Honor
Estonia 1922
Croce della Libertà I Classe
Portogallo 1922
Croce di Guerra I Classe
San Marino 1923
Medaglia al Valor Militare I Classe
Francia 1935
Croce di Guerra 1914-1918
Francia 1935
Medaglia Militare

Mentre il cielo di Roma si fece più nuvoloso, la lastra dell’ara si sollevò lentamente tramite uno speciale meccanismo e alle ore 10:36 il sacello fu sigillato rivelando una lapidaria iscrizione latina.

Lì, nella grandiosità dell’Altare della Patria, l’intera città e lo spirito dell’intera Nazione si unirono in un intimo commiato alle reliquie sacre del Primo Soldato d’Italia, mentre doni di corone e fiori onoravano il suo eterno riposo.
FRA DEI E RE

ignoto militi

MCMXV · MCMXVIII

Civici musei di storia ed arte di Trieste
Museo centrale del risorgimento di Roma
5.3.
I 10 MILITI DI AQUILEIA

Lo stesso giorno, nella basilica di Aquileia si celebrarono in una messa i funerali dei dieci Militi Ignoti rimasti nelle terre friulane. Conclusa la funzione religiosa, le bare furono sepolte tutte insieme in un altare appositamente costruito nel retro della basilica. Lì, nel giardino poi chiamato Cimitero degli Eroi, trovarono infine riposo i resti dei dieci soldati senza nome di Aquileia.

IL CIMITERO DEGLI EROI

Nello stesso luogo, nel 1954, furono trasferite e tumulate le spoglie di Maria Bergamas, a riposare accanto alle tombe dei militi.

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Aurelio Mistruzzi
Medaglia commemorativa al Milite Ignoto, fronte e retro
Aurelio Mistruzzi
Medaglia commemorativa al Milite Ignoto, fronte e retro

La medaglia commemorativa realizzata da Aurelio Mistruzzi e coniata dalle città di Udine, Gorizia e Aquileia, fu inserita nel sarcofago del Milite Ignoto la cerimonia nella basilica. La Gloria, recante rami di quercia, depone il suo bacio supremo a un soldato caduto in trincea. Nel verso, il gladio romano è posto in un ramo di palma, a celebrazione della vittoria.

In onore della tumulazione del 4 novembre fu coniata la medaglia realizzata da Lodovico Pogliaghi, raffigurante l’Italia vittoriosa mentre depone un ramo d’alloro sulla salma del Milite Ignoto. Sul recto, il sacello dell’Altare della Patria con la Dea Roma e il monumento a Vittorio Emanuele II.
Lodovico Pogliaghi
Medaglia commemorativa al Milite Ignoto, fronte e retro
Lodovico Pogliaghi
Medaglia commemorativa al Milite Ignoto, fronte e retro
In onore della tumulazione del 4 novembre fu coniata la medaglia realizzata da Lodovico Pogliaghi, raffigurante l’Italia vittoriosa mentre depone un ramo d’alloro sulla salma del Milite Ignoto. Sul recto, il sacello dell’Altare della Patria con la Dea Roma e il monumento a Vittorio Emanuele II.
5.4.
MEMORIA FUTURA
Ciò che successe nei 100 anni successivi porta a oggi. Nel 2021, il Milite Ignoto è stato ufficialmente proclamato Cittadino D’Italia, riconosciuto da tutti i comuni italiani con il dono della loro cittadinanza onoraria.

Un gesto voluto dal gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor MIlitare (MOVM) e sostenuto dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) per commemorare ogni soldato caduto nella Grande Guerra senza distinzioni territoriali, unendo tutte le amministrazioni locali in unico simbolico cordoglio nazionale.

L’omaggio al Primo Soldato d’Italia, coincide anche con la ricorrenza dei 160 anni dell’Unità d’Italia (1861) e con il 75° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, avvenuta dopo i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale:

Tre date solenni e fondamentali, storicamente unite nell’anno 2021, a testimoniare l’inestimabile valore dell’identità nazionale e della conquista dei valori democratici come principi fondativi della Costituzione Italiana.

Siamo qui, oggi e domani, a ricordare, onorare e comprendere con più consapevolzza l’eredità del passato, la complessità del presente e le sfide civiche, culturali e tecnologiche del futuro.

La Grande Guerra fu erroneamente definita la Guerra per la Civiltà: 100 anni dopo, in un momento storico altrettanto memorabile, è nostro dovere fare tutto il possibile — a livello locale, nazionale e mondiale — per promuovere il progresso della civiltà attraverso la ricerca dell’equità, della sostenibilità sociale e della pace.

Questa è la nostra eredità futura.