1921

L'ultimo viaggio

Il trasferimento
a Roma

storia

I
II
III
IV
V

4.1.
UN TRENO SPECIALE
4.1.
UN TRENO SPECIALE
Proveniente da Trieste, un convoglio ferroviario speciale attese il sarcofago alla stazione di Aquileia per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio verso Roma. Il convoglio comprendeva un particolare vagone-altare, lasciato senza pareti, decorato con ghirlande, festoni e corone per ospitare il feretro e renderlo pienamente visibile all’orazione della popolazione durante il transito.

Le facciate laterali del vagone riportavano le date MCMXV e MCMXVIII e la scritta “L’ombra sua torna, ch’era dipartita”, tratta dal Canto IV della Divina Commedia, quando Virgilio è salutato da Omero.

La bara in legno massiccio fu quindi caricata sul treno e fissata sull’affusto di un cannone al centro del vagone dedicato, passando una prima notte sotto le stelle delle terre friulane.
IL VAGONE-ALTARE
Civici musei di storia ed arte di Trieste
4.2.
IN PARTENZA
Il mattino del 29 ottobre, la locomotiva, decorata nella parte frontale con una grande croce al merito di guerra, annunciò l’imminente partenza. Omaggiato con riverenza da tutta la popolazione, il convoglio lasciò lentamente la stazione di Aquileia in direzione di Udine.
UNITÀ DI POPOLO
Civici musei di storia ed arte di Trieste

4

giornate di tragitto
da aquileia a roma

800KM

di viaggio in treno

120

stazioni raggiunte

4.3.
L'ARRIVO NELLA CAPITALE

Lungo tutto il viaggio, il treno procedette a velocità limitata, per consentire a tutte le persone di rendere onore al feretro porgendo fiori, pregando, inginocchiandosi e facendo il saluto militare. A ogni passaggio, corone di alloro e rami d’ulivo furono depositati sul vagone, accolto con processioni, picchetti d’onore, bandiere e cortei.

Dopo le principali soste a Venezia, Bologna, Firenze, Arezzo e Orvieto, la mattina del 2 novembre, alle ore 9, dopo 800 km di tragitto e 120 fermate intermedie tra città e paesi, il feretro arrivò finalmente alla stazione di Roma Termini. Lì, nella giornata della commemorazione dei defunti, è accolto con maestosità dalla folla e dai militari schierati con i 335 vessilli dei reggimenti, e onorato dal Re Vittorio Emanuele III accompagnato dalla famiglia reale.

Posto sull’affusto di un cannone, il feretro fu trasportato fino in piazza Esedra, dove ricevette la benedizione.

Tra l’ammirazione dei cortei, la bara fu quindi condotta all’interno della basilica di Santa Maria degli Angeli per celebrare una solenne messa funebre in onore del Primo Soldato d’Italia in presenza anche del Re e della Regina.
REQUIEM
Civici musei di storia ed arte di Trieste
V
continua